4 / 02 / 2010
Alfabeto della scherma
a- Allenamento
b- Bilanciare
c- Carattere
d- Determinazione
e – Efficacia
f- Forza
g – Grinta
H….
i – Intelligenza
l – Lungimiranza
m – Metodo
n – Nonchalance
o – Opportunismo
p – Pazienza
q – Quantificare
r – Rischio
s – Strategia
t – Tattica
u – Umiltà
v – Vittoria
z – Zorro!!!!!
Di cosa parlo? Di scherma, mi pare chiaro
ciao a tutti


Film: “La prima cosa bella” di Paolo Virzì… nei cinema ora.
Né recensione, né invito… solo impressioni.
Non appena varcata la soglia del Medusa già mi sentivo orgogliosa di essere livornese…
più precisamente soddisfatta di essere una livornese a Livorno compiacente nel vedere il film di un regista livornese ambientato anzi ricamato su Livorno.
Il precedente “Ovosodo” ha segnato un periodo, film verace e capriccioso.
Affamata e fiera volevo immergermi nello scenario, pochi mezzi rispetto ad un colossal come Avatar… coraggio e dignità per la scelta di uscire in contemporanea, ma a noi di Livorno ci garba ‘osì… un vanto da sostenere.
E’ un po’ come una canzone dei Negramaro in uscita, aspettative mai deluse, già l’amavo a priori… Diego, è come la sensazione che senti quando ascolti “’O surdato ‘nnammurato” o “Tu si’ ‘na cosa grande pe’ me” … è l’armonia.
Le riprese girate a maggio che intralciavano il traffico e incutevano curiosità, scaturivano continue domande e perplessità, il film tanto atteso… adesso la visione.
Da desiderosa smaniosa impicciona compro i biglietti… il buio mi anticipa il piacevole incontro, mi siedo in sala, poche parole, nella mano i pop-corn d’ordinanza che finisco non appena inizia una gradevole melodia miscelata a nomi, i titoli scivolavano, la visuale dei Pancaldi, nell’introduzione, mi sottoponeva già a continui ricordi…
Il mio silenzio persiste per tutta la durata della pellicola… volevo toccare solo quella realtà.
Due ore e un brandello di vita scorre… sviluppato su flashback continui di cosa fu, di cosa ha prodotto e determinato.
E’ una storia d’amore e passione… una trama carnale e sentita, è il racconto avido e commovente di un figliolo con una mamma avvenente, attraente e piacente che sbaglia ma ama, che vive e cresce con una sola certezza… l’amore di quei bambini divenuti la sua unica fonte di felicità… quel pezzo di cuore rinomato. Niente agi ma voglia di stare insieme, di odorarsi, stringersi e trasmettere… diverse angolazioni di bene percepibili con mano.
Corpi acerbi che diventano adulti, formati e inconsueti con un carattere ben definito… siamo ciò che mangiamo, siamo il frutto del nostro passato, strascichi inclusi.
Avverto l’aria tersa e cruda di quelle scene dense di emozione, la faccia di quei bimbi, la sete di cambiare, è tangibile l’aria di casa mia… strade e prospettive della ‘mi Livorno, un panorama a me caro condito dall’intercalare familiare… e poi le musiche goderecce, si ride e scende qualche lacrima, questo è il creato di Virzì.
Lei, la mamma… la prima cosa bella, insieme a Livorno… e il mare.
Elisa