Diario mondiale: quarta puntata

ddiego

Mi sono riletto le domande che mi ero fatto (anche Marzullo, immagino ogni tanto si distrae)

allora, allora…oggi parlo degli avversari

o meglio, di quelli che non vorrei come avversari

che, neanche a dirlo, sono i miei compagni di squadra

Luigi, Giampiero, Aldo

li eviterei volentieri…

intanto perchè sono forti, e poi perchè nella tensione agonistica può essere sgradevole

trovarsi contro un compagno di squadra (ve lo assicuro)

immaginate un’azione contestata? ecco… immaginate

certo, se poi dovessi incontrarne uno, meglio in finale :-)

Non c’è dubbio che partire per le gare mondiali con un buon cartellone

ti facilita non poco la vita,

ma non pensate che sia determinante

sono sincero: mi è capitato di avere cartelloni favorevolissimi e di aver gareggiato male…quindi

quindi

l’avversario conta, ma la personale condizione psico-fisica conta di più

non faccio percentuali, non si può:

ogni assalto è diverso dall’altro, ogni avversario pure

ma quando hai superato il girone iniziale

ti trovi in ogni istante sul filo del rasoio (della sciabola in questo caso) …

ti muovi lungo un confine sottolissimo e basta un nulla, proprio un nulla (tranne i casi particolari) per ritrovarti nel terrento dei vincitori o in quello degli sconfitti.

Ma una cosa è certa,

se ti ritrovi tra i vincitori è perchè hai fatto bene

e quel “Nulla” (che in altri sport potrebbe essere il centesimo di secondo)

va oltre il momento della vittoria,

è un Tanto che arriva dal lavoro, dal sudore e dal talento…

se perdi tutto questo non scompare,

ma si confonde con l’amarezza e il dubbio.

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