Un po’ di storia

Eccomi con mio padre, Bruno Occhiuzzi. All’epoca di questa fotografia ero davvero piccolo, avrò avuto neppure 10 anni e tiravo ancora col fioretto, nella sala d’arme del Circolo Posillipo, a Napoli.
Se sono uno schermidore azzurro molto lo devo a mio padre, alla sua pazienza nel seguirci, nell’accompagnarci ogni volta che le gare ci portavano fuori zona. Già perché in famiglia, allora, c’era anche un altro schermidore, mio fratello Marco. Da ragazzino era piuttosto bravo, ed è capitato anche che ci ritrovassimo sulla stessa pedana, l’uno contro l’altro. In un’occasione particolare la cosa fece notizia, “ecco i fratelli della scherma” .
Finimmo sui giornali ed anche in tv, a RaiUno, nella trasmissione UnoMattina. Eravamo entusiasti.
Come era finito l’assalto? Marco aveva vinto. Tutti sono convinti che la cosa mi dia ancora un po’ fastidio, non lo confesserò mai, tanto più che adesso Marco fa l’avvocato ed ha attaccato la sciabola al chiodo da un pezzo, preferendo combattere in tribunale. Non so cosa sia più difficile, se la sua scelta o la mia, ma sulle pedane un Occhiuzzi è più che sufficiente.

