Dopo Dallas guardo avanti

Ieri sono finalmente tornato a casa, reduce da una trasferta americana che ha avuto luci ed ombre, da ogni punto di vista.
Cominciamo da quello sportivo: a livello agonistico poteva andare meglio, ma in compenso ho potuto verificare la mia condizione fisica in vista degli Europei di metà luglio, insomma Dallas è stato sotto questo aspetto un buon test.
Ho impostato male la gara contro il francese Julien Pillet (oro a squadre a Pechino) quindi mi sono precluso la possibilità di andare oltre il decimo posto. Perdere da lui ci sta, ma ci sta anche vincere, e avrei potuto.
Recito il mea culpa e guardo avanti, so che fisicamente sto bene ma devo ancora mettere a punto quei delicati equilibri mentali tra tensione e determinazione che consentono di fare bene quando ci si ritrova in pedana.
I giorni che mi separano dagli Europei serviranno anche a questo.

